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Ben ritrovati con il nostro appuntamento mensile della Rubrica dell'Architettura.
Stavolta vi porto con me alla scoperta di una delle più celebri opere dell'Architetto tedesco del "Less is more": il padiglione di Barcellona, realizzato nel 1929 per l'esposizione internazionale di Barcellona




Pianta libera e spazi fluidi sono le sperimentazioni attuate nel progetto di questo gioiellino dell'Architettura.
Un grande patio modulare in travertino si rapporta con il suolo mentre una copertura piana sorretta da pilastri cruciformi cromati dà l'impressione che quest'architettura sia sospesa nel vuoto, definendo uno spazio principale soltanto tramite dei setti in travertino che quasi sembrano guidare nel suo attraversamento. Nella corte interna, uno specchio d'acqua riflettente lascia emergere una scultura in bronzo di una donna che alza le braccia verso il sole nascente, rapportandosi ad uno sfondo lapideo verde, sottolineando la monumentalità di questo spazio. Un preciso ordine geometrico basato su una griglia quadrata di 1,09 m (delle lastre di marmo) mette in relazione interno ed esterno, spazi coperti e scoperti lasciando però fluidità allo spazio mediante poche pareti in vetro e di travertino.




I limiti sono in questo caso qualcosa di valicabile, modellabile e reinterpretabile, superfici che lasciano correre lo spazio dentro di sé definendo così un dialogo tra uomo e contesto.
E voi ci siete mai stati? Vi piacerebbe visitarlo e apprezzarne la genialità di un modo diverso di vivere lo spazio? Vi aspetto nei commenti 😊


E poi, quale colore dei marmi si abbina meglio secondo voi al mio HONOR Magic 6 Lite, quello con arancio o verde? 😃
Ovviamente tutte le foto sono scattate con #HonorMagic6Lite
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Pianta libera e spazi fluidi sono le sperimentazioni attuate nel progetto di questo gioiellino dell'Architettura.
Un grande patio modulare in travertino si rapporta con il suolo mentre una copertura piana sorretta da pilastri cruciformi cromati dà l'impressione che quest'architettura sia sospesa nel vuoto, definendo uno spazio principale soltanto tramite dei setti in travertino che quasi sembrano guidare nel suo attraversamento. Nella corte interna, uno specchio d'acqua riflettente lascia emergere una scultura in bronzo di una donna che alza le braccia verso il sole nascente, rapportandosi ad uno sfondo lapideo verde, sottolineando la monumentalità di questo spazio. Un preciso ordine geometrico basato su una griglia quadrata di 1,09 m (delle lastre di marmo) mette in relazione interno ed esterno, spazi coperti e scoperti lasciando però fluidità allo spazio mediante poche pareti in vetro e di travertino.
I limiti sono in questo caso qualcosa di valicabile, modellabile e reinterpretabile, superfici che lasciano correre lo spazio dentro di sé definendo così un dialogo tra uomo e contesto.
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E poi, quale colore dei marmi si abbina meglio secondo voi al mio HONOR Magic 6 Lite, quello con arancio o verde? 😃
Ovviamente tutte le foto sono scattate con #HonorMagic6Lite